Ad oggi sono 25 le oncologie italiane che hanno acquisito gli strumenti per rendere "più umano" il processo di cura grazie al progetto HuCare. Finanziato dal Ministero della Salute e dalla Regione Lombardia, ha identificato in letteratura quattro interventi di provata efficacia per il supporto psicologico e sociale del malato oncologico: favorire la comunicazione, informare il paziente, rilevare i bisogni, affidare ogni paziente a un infermiere esperto.
Nel tascabile Come rendere più umana l’assistenza oncologica, Rodolfo Passalacqua e Caterina Caminiti ripropongono finalità e strumenti di HuCare.


Patients, Pathways, Progress: è lo slogan del Meeting annuale della Società americana di Oncologia clinica in corso a Chicago.
Una selezione cronologica degli studi discussi, con notizie e video interviste dai nostri inviati speciali al Congresso:
3 giugno 2011 »
6 giugno 2011: Paolo Ascierto, Ketta Lorusso »
8 giugno 2011: Enzo Galligioni, Franco Muggia, Camillo Porta »
9 giugno 2011: Andrea Bonetti, Carmine Pinto, Riccardo Soffietti, Giampaolo Tortora »
17 giugno 2011: Alessandro Comandone, Nicoletta Colombo, Monica Valente »

Solo un oncologo su cinque, ammalandosi di cancro, si affiderebbe ad un (cosiddetto) opinion leader. Uno su tre andrebbe dal collega con la maggior casistica, uno su due sceglierebbe "altro", considerando come elementi essenziali per la scelta: fiducia, empatia, competenza ed esperienza. Gli "esperti" sono quindi poco gettonati, e proprio in oncologia, un ambito dove la figura del Key Opinion Leader sembra trovare maggiore spazio.
"È indubbio - commenta Antonio Jirillo, clinico dell'Istituto Oncologico Veneto - che il nostro è uno dei settori di maggiore intervento dei KOL." Ma qual è il loro ruolo? E quanto ne sono consapevoli gli oncologi italiani? Continua »
